Comunicato stampa
CANTIERE ZAVATTINI
dal 25 giugno 2010 Cagliari ricorda l’artista
con una mostra fotografica e una rassegna di film
“Cultura non può che significare crescere insieme”
La Federazione Italiana dei Circoli del Cinema e la Società Umanitaria – Cineteca Sarda, con il contributo dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Cagliari presentano un ciclo di iniziative in occasione del ventennale della morte di Cesare Zavattini. Da venerdì 25 giugno a martedì 3 agosto 2010 si svolgerà manifestazione articolata in una mostra fotografica e in una rassegna di film e approfondimenti.
La mostra fotografica sarà allestita nell’Antico Palazzo di Città in piazza Palazzo 6 a Cagliari mentre le proiezioni, che avranno inizio il 29 giugno e proseguiranno fino al 3 agosto, si terranno sia nel Teatro civico di Castello (Via Università) che nel Salone della società Umanitaria (viale Trieste, 126).
La manifestazione è organizzata in collaborazione con l’Archivio Cesare Zavattini – Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia e il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale di Roma.
Cesare Zavattini: una mostra e una rassegna cinematografica.
La mostra intende riproporre l’opera cinematografica di Cesare Zavattini nel suo carattere di work in progress, di cantiere dai lavori sempre in corso. Si tratta della mostra dedicata a un autore-personaggio instancabile e vulcanico, in cui il cinema si intreccia all’attività del giornalista, dello scrittore, del pittore, del promotore di idee e progetti che hanno profondamente inciso nel panorama del Novecento.
La rassegna cinematografica si snoda in 5 appuntamenti nel salone della Società Umanitaria (in viale Trieste, 126) alle 20,15 e in 5 appuntamenti al Teatro civico di Castello alle 21,00
MOSTRA
Il 25 Giugno inaugurazione della mostra fotografica “CANTIERE ZAVATTINI” a cura di Orio Caldiron e Matilde Hochkofler. La mostra sarà visitabile fino al 18 luglio.
25 giugno 2010 – ore 19.00
Inaugurazione della mostra
Intervengono Orio Caldiron, Giorgio Pellegrini, Gianni Olla, Marco Asunis, Antonello Zanda
Antico Palazzo di Città – Piazza Palazzo n. 6
Cagliari – 25 giugno – 18 luglio 2010
Orari: 9.30-13.30 / 16.00-20.00
La mostra Cantiere Zavattini – curata da Orio Caldiron e Matilde Hochkofler – ripropone in chiave fotografica l’opera cinematografica di Cesare Zavattini, autore-personaggio, scrittore, giornalista, pittore, soggettista, sceneggiatore. Una delle figure più significative del ‘900 a cui si devono libri come “Parliamo tanto di me”, “I poveri sono matti”, “Io sono il diavolo”, “Straparole” e film memorabili quali “Sciuscià”, “Ladri di biciclette”, “Miracolo a Milano”, “Umberto D.” e insieme l’attiva di partecipazione al cambiamento del cinema e del mondo attraverso idee, progetti e iniziative di risonanza internazionale.
La mostra consiste in un percorso che coglie i tratti essenziali dell’opera cinematografica di Zavattini, riconducendoli a 30 momenti fondamentali della sua vita e della sua attività. Tra i più significativi ricordiamo:
FREGOLI SVELA I RETROSCENA
Nel 1911 Cesare Zavattini assiste a uno spettacolo di Leopoldo Fregoli, il più grande trasformista del Novecento, che considera una delle esperienze fondamentali della sua vita: «Nessuno spettacolo mai mi impressionò tanto, avevo una decina d’anni. Quel mago appariva e spariva sulla scena, ora uomo ora donna ora vecchio e perfino fanciullo, ma l’incanto maggiore era quando svelava al pubblico il retroscena, con quali accorgimenti riusciva ad essere così variamente e fulmineamente sempre presente».
CHARLOT: LA SCOPERTA DEL CINEMA
La scoperta del cinema avviene a Parma nel 1927 quando Attilio Bertolucci e Pietro Bianchi lo portano a vedere La febbre dell’oro (1925) di Charlie Chaplin, da cui resta folgorato. Negli anni successivi vede anche altri film del grande attore-autore fino a fare di Charlot il personaggio guida delle sue prime esperienze di soggettista cinematografico.
DARÒ UN MILIONE, IL PRIMO FILM
Nel 1935 esce Darò un milione, regia di Mario Camerini, produzione «Novella Film» di Rizzoli, sceneggiatura di Zavattini sulla base del suo soggetto Buoni per un giorno, pubblicato nel ’34 sulla rivista «Quadrivio». Nonostante il successo del film, Zavattini lo considera un travisamento delle potenzialità comiche del soggetto per la diversa concezione del comico dello scrittore e del regista:
L’INCONTRO CON I FUMETTI
Nel 1936 viene assunto da Arnoldo Mondadori come direttore dei periodici della casa editrice, compreso il settore Walt Disney. Scrive il soggetto per la storia a fumetti Saturno contro la terra, a cui seguiranno Zorro della metropoli, La primula rossa del Risorgimento, La compagnia dei “sette”.
SOPRALLUOGHI PER LADRI DI BICICLETTE
Nel 1948 scrive soggetto e sceneggiatura di Ladri di biciclette di De Sica, a cui vengono assegnati numerosissimi premi in Italia e all’estero, tra cui l’Oscar per il miglior film straniero. Nel Diario Cinematografico, che appare su «Bis», racconta giorno per giorno i sopralluoghi e la ricerca degli attori.
LE BUGIE DEL CINEMA: BELLISSIMA
Bellissima di Luchino Visconti è tratto da un soggetto di Zavattini che riprende la riflessione sulle bugie del cinema avviata con Tu Maggiorani. Nel 1953 Siamo donne, ideato da Zavattini e diretto da vari registi, si interroga sui meccanismi del cinema, del divismo e della finzione. Nello stesso anno, L’amore in città, ideato da Zavattini e diretto da vari registi, è un degli esempi più importanti del film-inchiesta in cui appaiono sullo schermo gli stessi protagonisti degli avvenimenti.
LA VERITAAAA: A 80 ANNI IL PRIMO FILM
La veritàaaa, scritto, diretto e interpretato da Zavattini va in onda il 5 gennaio 1982 sul secondo canale della Rai. Il film è stato elaborato attraverso un gran numero di riscritture, modifiche e aggiornamenti, nel corso di un ventennio. Il protagonista avrebbe dovuto essere volta a volta Enzo Jannacci, Renato Pozzetto, Roberto Benigni.
CITAZIONE DI ZAVATTINI
Livorno, 8 gennaio 1956, al Congresso della cultura popolare “In quale misura l’intellettuale partecipa oggi ai grandi mezzi di cultura di cui dispone la nazione: la scuola, la stampa, il cinema, la televisione? A mio avviso sono tutte partecipazioni insufficienti o spurie. L’intellettuale, che ha una capacità chiarificatrice per sua stessa definizione, nel campo di una chiarificazione che diventi calda, appassionata, o semplicemente utile, avrebbe dei compiti molto numerosi davanti a sé (…) Bisogna che anche la televisione sia lo specchio del nostro tempo, vi si senta dentro questo grande movimento di idee da cui oggi il mondo è fortunatamente scosso, che penetri nelle famiglie il senso reale del proprio tempo e non quell’arcadico tempo senza realtà che è quello che la televisione e il cinema ci fanno vedere (….). Noi non abbiamo più fiducia nelle parole… ci possono aiutare, a riacquistare questa fiducia, proprio gli intellettuali che le rimettano a nuovo nella loro officina e i poeti più di tutti.”







